Uno dei temi fondamentali della discussione sulla creazione del PD (almeno nei DS) è la collocazione nel Parlamento Europeo del nuovo partito.
Secondo voi, dove dovrebbe stare? Nel PSE, dal quale provengono i DS; oppure dal PDE, dal quale invece proviene la Margherita; o ancora creare un raggruppamento tutto nuovo?
Stante che i Ds e Dl la pensano in maniera opposta su questo, la soluzione più democratica sarebbe lasciare che la decisione fosse presa dopo e non prima la formazione del Partito Democratico, nella sede più adatta e democratica (ovvero il Congresso: ci si candida a segretario, si presenta una mozione e si vota: vince Rutelli o Veltroni?).
Io credo che debba confluire in quello che diventerà nel futuro il PSE... cioè in un partito Democratico e Socialista. I riformisti oggi stanno nel PSE (Blair, Zapatero, Brown, Royal, ecc..). Sarebbe un autogol lasciare una così importante casa per aderire ad un gruppo (il PDE) che presto avrà nelle sue fila i "Conservatori" inglesi di Cameroon e che oggi ha nelle sue file il Moderato di Destra Bayrou. Pensiamo la svolta che stanno facendo o che hanno fatto i partiti Socialisti europei come il new labour inglese, il PSOE Spagnolo (che nonostante la mano ferma sui diriti civili ha dato più spazio alla Componente CristianoSociale del partito e ha aperto nei confronti della chiesa aumentandone il finanziamento, e in germania e francia dove si sta rivoluzionando il modo di fare politica... lasciando alle spalle il vecchio secolo!)
E qui ti sbagli, ma la colpa è di una certa propaganda anti-Pd e non tua :-)
Questo dice la mozione Fassino (testuale):
"Proprio l’amplissima rappresentatività della famiglia socialista, infatti, dice che è nell’ambito del PSE e della famiglia socialista che il Partito Democratico dovrà operare per giocare un ruolo rilevante sullo scenario europeo e internazionale e per il comune obiettivo di costruire un campo progressista più ampio"
Il fatto è che in molti (dai No PD della Sinistra e dai pikkonatori in salsa conservatrice della Margherita) hanno visto nella parola "Ambito" un significato tutto loro! Il significato invece è semplice e chiaro: Si punta al PSE, ma ad un PSE che nel futuro sarà diverso dall'attuale, con più spazio ai liberali, ai democratici e ai Cristiano Sociali. Il PSE questo cambiamento lo sta già facendo!
Quello che però mi fa arrabbiare e non poco è leggere (ad esempio nel forum della Margherita) che certi personaggi, preferiscono la Merkel (brava, ma con cultura diversa alla nostra) la loro guida. Vedono in Cameroon (il conservatore... opposto ai Labour) il salvatore della loro dottrina, e il terzista e vecchio trombone (unico francese con Le Pen, che nonostante le sconfitte si ripresenta nuovamente per l'Eliseo) della politica francese Bayrou (e qui ha le colpe anche Rutelli, che ancora non ha capito cos'è), l'uomo democratico per eccellenza invece della più giovane e brava Royal. Mi accorgo come la mia presenza nel PD è necessaria per evitare che questo partito abbia derive strane (visto che a causa del Berlusconismo in Italia si è formato un bipolarismo strano e differente da tutti i paesi occidentali!)
In realtà, più che altro mi lasciava perplesso la mozione unica della Margherita: «La strada che noi scegliamo non è la confluenza nel PSE ma la costruzione,con il PSE e con tutte le forze democratiche e di progresso presenti in Europa,di una grande rete dei riformisti impegnata prima di tutto a sostenere il processo di integrazione politica».
Per la verità non mi sembra esplicito il significato di questa frase, mi lascia qualche dubbio...
Anche nel suo blog Valerio Pieroni ha più volte rimarcato l'importanza di non stare nel PSE. A meno che anche lui non faccia parte di quel filone descritto da pietro...
Anche io ritengo che debbano essere gli iscritti a decidere democraticamente della collocazione europea del partito Democratico, e credo altresì che anche il PSE debba essere qualcosa di più di quello che appare come giustamente dice Pietro, anche perché in un'Europa sempre più integrata i partiti non possono rimanere nel provincialismo delle singole regioni-nazioni, sarà un lungo cammino ma un cammino necessario.
Credo che il PD abbia il merito di porre la questione. Anche io sono dell'opinione che sarà un regolare congresso a decidere la collocazione internazionale del PD, ma per fare ciò avremo bisogno di conoscere a fondo quali politiche e quali valori rappresentano le famiglie europee: tutto ciò sarà utile a dare una dimensione europea al Partito. Inutile dire mai nel PSE o sicuramente nel PSE, sarà il congresso a dirlo. Ad ogni modo il PD si propone come elemento di innovazione anche nel contesto internazionale. Non credo che liberalismo e socialismo siano così distanti.
'sera.
vi invito a riflettere su una cosa.
Il partito che si va a creare si è voluto chiamare "democratico".
Ci sarà un motivo perchè non lo si sta chiamando "socialdemocratico", no?
Il motivo è che, almeno in teoria, sto Pd dovrebbe avere l'ambizione (per la prima volta in Europa) di coniugare in un unico partito, almeno tre grandi tradizioni politiche italiane (ed europee): quella socialdemocratica, quella liberaldemocratica e quella democratica cristiana.
Ora, scegliere di aderire a uno dei tre partiti europei a cui fanno capo queste tre tradizioni (il Pse, il Ppe e l'Eldr), sarebbe evidentemente una mortificazione delle altre due.
Il partito democratico europeo, nel suo piccolo, ha tentato di fare questo. Mettere insieme i democristiani riformisti che non si riconoscono nel neoconservatorismo del Ppe con altri partiti liberaldemocratici e laburisti, creando una (piccola per ora) nuova casa.
E non è un caso che il Partito democratico americano, che col Pse non ha mai stretto accordi (è solo osservatore dell'internazionale socialista ma lo è anche nelle altre due inernazionali) abbia invece ralizzato (per la precisione la sua componente più clintoniana, i New democrats) un Alliance of democrats col Pde (cui hanno aderito anche i partiti democratici asiatici).
Credo che sia opportuno che il Pd vada a sedersi lì, nel Pde.
viceversa significherebbe dire ai suoi membri non socialdemocratici (leggi liberali e cattolici-democratici): siete solo ospiti, forse graditi.
Il passaggio successivo sarà creare un gruppo unico col Pse a Srasburgo, un'alleanza dei socialisti e democratici europei che diventi una casa attraente anche per quegli altri partiti riformisti dell'Eldr e del Ppe.
ps a Pietro d, guarda che pure il membro del Pse Tony Blair se dovese scegliere tra ilconservatorismo della bella segolene e le proposte liberaldemocratiche di Bayrou sceglierebbe il secondo, mi sa.
La roadmap di Salvo - adesione al Pde e federazione col Pse - è sicuramente la più plausibile e forse anche la più adatta. C'è un problema, però, tutto politico e tutto italiano. La collocazione europea del Pd è stato un tema forte, sui quali ci si è divisi e ci si è confrontati a lungo sia nei Ds che nella Margherita. I Ds stanno nel Pse, i Dl nel Pde. Così come una adesione del Pd al Pse sarebbe vista e percepita dai Dl - specie dalla base - come una 'annessione' rossa, anche l'adesione del Pd al Pde senza un progetto a lungo termine sarebbe vista dalla base Ds come uno strappo alle radici socialdemocratiche, come un "Mussi aveva ragione", e credo che Fassino voglia tutto meno questo.
Per questo, credo sia realistico e ipotizzare che le due fasi - adesione al Pde e federazione col Pse - possano avvenire praticamente in contemporanea dopo le Europee, in modo da avere subito chiaro che non si tratta nè di una adesione al Pse nè di un rifiuto della socialdemocrazia bensì, come si è detto più volte, di trovare degli orizzonti nuovi e più larghi che siano inclusivi e non esclusivi.