Oggi siamo come un pugile sul ring all’ultimo atto di un combattimento perso ai punti. Abbiamo lottato fino all’ultimo.
Appena saliti alla ribalta del grande pubblico sapevamo che sarebbe stato difficile; siamo partiti da sfavoriti e abbiamo perso. Siccome però la classe non è acqua, abbiamo riconosciuto i meriti del vincitore, gli abbiamo stretto la mano e ci siamo ritirati negli spogliatoi a riflettere su ciò che abbiamo sbagliato e su quello che invece dobbiamo fare da oggi in poi.
Questa tornata elettorale ci porta a fare una serie di considerazioni a livello nazionale e locale importanti.
Abbiamo fatto una scelta coraggiosa mentre eravamo al governo; di solito chi sceglie il cambiamento lo fa raccogliendo i cocci di una sconfitta. Dopo il governo Berlusconi, siamo stati costretti a rimettere a posto i conti del Paese, senza numeri per poter governare e con scelte impopolari da fare; scelte che avrebbero pagato solo con riscontri fra qualche anno ed invece chi si vanterà degli ottimi risultati ottenuti sarà il governo della destra.
Abbiamo fatto una campagna elettorale mai vista in Italia; con mobilitazioni di massa e tanto entusiasmo da non smarrire. Perché il nostro non è un cartello elettorale e per quanto sembra una magra consolazione siamo un partito appena nato al quale hanno chiesto fin da subito di correre in fretta e furia. E’ stata una campagna elettorale fatta sui temi, i contenuti, contenuti sui quali prima di tutto eravamo convinti noi. Forse ancora una volta, non siamo stati in grado di comunicare quanto di buono avevamo in mente, su questo certamente dobbiamo lavorare. Ha vinto di nuovo la politica degli urlatori e di chi pur di essere al comando “imbraccerebbe i fucili”. Il voto alla Lega lo voglio leggere come un voto di protesta, non posso vederlo in maniera diversa, non voglio nemmeno sforzarmi per trovare altre risposte. Sapete, a volte ci si accontenta di risposte che ci si da in fretta, perché andare in profondità ci spaventa, anzi per quanto mi riguarda, mi terrorizza.
Bisogna esser severi con se stessi quindi mi chiedo se abbiamo fatto abbastanza, se abbiamo fatto tutto quello che avevamo in corpo per convincere chi era indeciso, voglio pensare a questo e forse a mente fresca, fra qualche giorno e non barcollante sul ring dopo una serie di cazzotti, mi darò le risposte.
Dervys Bronzetti
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