La chiamano “norma anti-sbandati”. A redigerla, il sindaco leghista di Cittadella (PD), ma il suo esempio potrebbe essere seguito da altri sindaci, come quelli di Verona e Treviso.
La vicenda non ha occupato che qualche pagina interna dei quotidiani nazionali, ma a mio avviso merita un certo spazio per la sua gravità, superiore alla passeggiata con il maiale di Calderoli; se non altro perché questa avrebbe risultati effettivi.
In pratica, la norma nega la residenza (e tutto ciò che ne consegue: documenti, possibilità di acquisire la cittadinanza e il diritto di voto, eccetera) a quei cittadini stranieri – perché ormai non si parla più solo di extracomunitari – i quali non sono in grado di dimostrare di avere un reddito minimo e una dimora “decente”. Tutto questo nell’ipotesi (per la verità in sé perfino fondata) che povertà e condizioni misere di vita contribuiscano in buona maniera a mettere sulla strada ladri e ubriachi, e di conseguenza assassini e violenti in generale.
Ho cercato per tutta la Costituzione una norma che impedisse una cosa simile.
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