Viviamo in un Paese che per secoli e secoli ha vissuto con il Papa in casa, con i suoi possedimenti e la sua influenza in tutta la penisola. E, anche quando è venuto a mancare il Patrimonium Petri, abbiano continuato ad avere il Pontefice in casa, e con lui la sua influenza.
Da questa esperienza storica, mi dispiace per Odifreddi, ma la cultura italiana è rimasta profondamente segnata. Le vacanze invernali ancora le chiamiamo "vacanze di Natale", perfino atei e agnostici in quel periodo dell’anno si scambiano doni e addobbano l’albero; il più bel poema della nostra letteratura narra di una scalata verso il Paradiso e il Volto di Dio; siamo stati governati per mezzo secolo da un partito di chiaro richiamo cristiano (vero che era osteggiato da un partito dichiaratamente ateo, ma anche nel Pci c’erano diversi credenti…), e un altro mezzo secolo da un ateo calvo in camicia nera, il quale non poté chiamarsi fuori dal trattare con la Chiesa; di più: il crescente senso di pericolo proveniente dal mondo islamico ha comportato negli ultimi tempi un arroccamento tra le mura confortanti della religione cattolica. Pertanto, non solo lo Stato non può esimersi dal considerare il cattolicesimo nella sua azione legislativa e amministrativa, ma sarebbe perfino sbagliato che lo facesse.
Questo ovviamente non deve essere confuso con la democraticità dello Stato: ugualmente, sarebbe folle nell’epoca della globalizzazione pensare di rifiutare ed ostacolare tutte le altre convinzioni religiose e spirituali, dall’islamismo al ebraismo, fino all’ateismo e all’agnosticismo. E’ per questo che il crocefisso si può lasciare nelle aule, ma nella bioetica è meglio lasciare (in mancanza di prove scientifica a sostegno delle tesi contrapposte) la più ampia libertà di scelta e di coscienza, a tutti.
Corollario: E’ interessante rilevare tuttavia come la fede moderna non sia che una facciata: da una parte abbiamo uno stop deciso su questioni di principio come famiglia, eutanasia, diritto alla vita, eccetera; dall’altra, viviamo una situazione schizofrenica, in cui colui il quale si erge a paladino della cristianità, divorzia, sperpera i suoi soldi in feste e vulcani, guarda dall’alto in basso le persone con una pelle diversa («Non sono razzista, ma…» è la frase che si sente ripetere).
Ma ormai il post è lungo, il discorso lo approfondirò in un altro momento.
Tags:
© 2009 Created by ilCogito on Ning. Create a Ning Network!
You need to be a member of Blog Democratici to add comments!
Join this Ning Network